Barbara Graneris

 

Oggi ho il piacere di ospitare nel mio blog Barbara Graneris, la giovane autrice di “Ricomincio da te” e di “E se fosse destino”. Conosciamola meglio, sono sicurissima che questo giovane talento attirerà di sicuro la vostra attenzione.

 

 

12804002_10205688688964872_1202813479_nBiografia:

Barbara Graneris è nata a Torino nel 1994 e ha frequentato il Liceo Linguistico. Ama la lettura fin da bambina ed è una grande tifosa di calcio. La passione per la scrittura è sbocciata del tutto come mezzo di fuga da un periodo difficile. Nel 2015 ha pubblicato “Ricomincio da te”. Questo è il suo secondo romanzo.

 

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Intervista

  • Spiegaci in poche parole chi sei, cosa ami fare e qual è il ruolo della scrittura nella tua vita?
    Mi chiamo Barbara e ho 22 anni. Vivo in un paesino del Piemonte, in provincia di Asti, famoso per il vino e per la figura di don Bosco.
    Adoro i bambini e alterno il mio lavoro da baby sitter con quello da stagista in un giornale locale dove scrivo di cronaca sportiva e non solo. Le cose che amo fare sono: leggere, scrivere, guardare le partite di calcio e ascoltare musica, di qualsiasi genere e in qualsiasi momento. La scrittura è davvero importante per me. È lo strumento attraverso il quale riesco a essere me stessa Scrivendo mi creo uno spazio tutto mio, dove non devo  preoccuparmi più di nient’altro, perché ci siamo solo io, le mie emozioni e le mie storie.
  • Qual è stato il percorso che ti ha permesso di pubblicare il tuo libro?

Ho iniziato a scrivere “Ricomincio da te”, il mio primo romanzo, finite le superiori. Avevo bisogno di esternare le mie emozioni e paure. Ero in quella fase dove non sapevo che fare della mia vita, dove non riuscivo a trovare il posto per me. Quando l’ho terminato, l’ho fatto leggere al mio migliore amico, e lui mi ha detto che la storia doveva essere pubblicata e letta, perché avrebbe potuto aiutare gli altri a trovare il coraggio di non arrendersi. Così, dopo mesi di riflessione, ho deciso di provare a buttarmi nella mischia e a pubblicarla. E sono rinata assieme a lei.
Per “E se fosse destino”, invece, ero molto titubante. Non l’ho fatto leggere a nessuno, e quando l’ho pubblicato a febbraio, non mi aspettavo nulla, anzi, ero sicura che non sarebbe piaciuto. Invece mi sta dando grandi soddisfazioni e per qualche giorno è stato anche nella Top 100 di Amazon. Quando vedo che i miei romanzi piacciono e che spronano i lettori ad agire, allora mi dico che ne è valsa la pena affrontare un periodo negativo, se mi hanno portato fino a qui.

  • Quali sono le difficoltà più grandi che hai incontrato (e che stai incontrando) nella promozione del tuo libro? Penso che la difficoltà maggiore sia quella di dover fare tutto da sola. Come me ci sono altri tantissimi autori che sgomitano per farsi notare ma soprattutto per farsi leggere. Credo ci sia spazio per tutti, ma allo stesso tempo è complicato riuscire a emergere dal gruppo. Per fortuna un grosso aiuto arriva da voi blog, dalle pagine sui libri e dal passaparola.
  • Quanto è importante secondo te la promozione per il successo di un libro? A mio parere la promozione costituisce il 50% del successo. Più ti fai conoscere, più crei curiosità, e in questo modo aumentano le possibilità di essere letti. L’altro 50% lo fanno la storia e le opinioni di chi la legge.
  • CE o self? Quali sono i pro? E i contro? Direi CE. Entrambi i miei romanzi sono self, e penso davvero che i self ormai siano il futuro dell’editoria. Auto pubblicarsi è una grossa occasione per farsi conoscere e non hai nessuno che ti mette fretta, ma è anche un grande atto di coraggio. Ci si espone e ci si mette a nudo davanti a estranei senza sapere come reagiranno. Non c’è nessuno che scommette su di te, se non te stesso. La CE invece ti dà quella vetrina e quella sicurezza che da solo uno difficilmente raggiunge. Dall’altro lato però, avrai maggiore pressione, tempi da rispettare e non sarai più del tutto libero di decidere cosa fare con la tua storia. Ma credo che stare sotto CE sia una grossa opportunità a cui quasi tutti ambiscono.
  • Parlaci del tuo libro (se più di uno dei tuo libri) e convincici a leggerlo. Dunque, “Ricomincio da te” parla di speranza, forza e voglia di rialzarsi. Narra la storia di Luce, che nonostante un nome così luminoso, ha perso la sua voglia di vivere. Ma non si arrende, e tenterà in tutti i modi di riappropriarsi della sua vita perché dentro di sé sa che è degna di essere vissuta. L’ho scritto perché avevo bisogno di infondermi coraggio da sola, e con la speranza che chiunque lo legga, venga spronato ad andare avanti nonostante le tante difficoltà.
    “E se fosse destino” invece parla di sogni, promesse e destino. Credo tanto nella storia di Greta e Davide, perché ritengo che i sogni siano ciò che ci spinge a vivere davvero. E mentre uno tenta di realizzarli, nel frattempo cade e si rialza e si arricchisce di emozioni ed esperienze. Tutti dovrebbero avere un sogno per cui lottare e per cui vivere. La loro è una storia d’amore le cui regole sono dettate dal destino (che a parer mio esiste davvero), ma è anche vero siamo noi a decidere come affrontare ciò che il destino ci riserva. Immagino sempre che il destino ci dia la trama della nostra vista, la cornice del quadro, ma che siamo noi a scriverne la storia nei dettagli e a dipingerla a colori o in bianco e nero.
  • Rilascia un estratto della tua opera […] Prendo il telecomando e prima di premere il tasto play, mi volto a guardarla. «Ti avviso, questo film parla di una casa invasa da spiriti.»

«Okay» dice come se la cosa non la spaventasse a morte.
E un pochino mi sento in colpa, ma non abbastanza da non vedere il film.
Quaranta minuti dopo, il piatto dei biscotti giace vuoto sul tavolino di fronte al divano, e Greta è rannicchiata su se stessa con la coperta tirata fin sopra la testa. Io mi godo il film e mi diverto a guardarla tentare in tutti i modi di mostrarsi coraggiosa, mentre segue il film con gli occhi coperti, troppo testarda per chiedermi di stopparlo.
«Quanto dura ancora?» mi domanda da sotto il plaid verde.
«Siamo a metà film» dico divertito. «Ma ora puoi guardare. Questa scena non fa paura.»
Vedo spuntare i suoi occhi azzurri oltre l’orlo della coperta e fissare lo schermo davanti a sé, dove scorrono immagini silenziose di una camera da letto al buio. All’improvviso il volto dello spirito appare in primo piano e Greta lancia un urlo così acuto da far tremare i vetri delle finestre.
Scoppio a ridere come un matto e subito dopo ricevo un pugno sulla spalla. «Sei proprio un ragazzo crudele!» mi rimprovera mentre io continuo a ridere.
«Dovresti vedere la tua faccia!» Mi fa una linguaccia e si rifugia di nuovo sotto il suo plaid.
Quando il film finisce Greta è completamente avvolta nella coperta. La stringe forte, come se da essa dipendesse tutta la sua vita. La guardo e mi fa una tenerezza infinita. Sembra una bambina indifesa e spaventata, ma trovo lo stesso la scena comica. Mi stiracchio e mi alzo dal divano ma Greta si aggrappa con le unghie al mio braccio, e per poco non mi fa cadere a terra.
«Dove pensi di andare?» mi chiede spaventata.
«Perché? Hai paura di restare sola?» chiedo ironico.
Spalanca i suoi meravigliosi occhioni azzurri e mi guarda in imbarazzo. «Ehm, forse un pochino.»
Le sorrido, soddisfatto per aver vinto la battaglia contro il suo orgoglio, e le afferro la mano che ha posato sul mio braccio per carezzarla delicatamente. È il primo contatto che abbiamo in tutta la serata e il calore si espande subito nel mio corpo.
«Vado solo in bagno. Ma se hai così tanta paura puoi venire con me» dico, ammiccando.

«Non sono così disperata» dice mentre sfila la sua mano dalla mia. «Solo…non spegnere la luce per favore.» […] -E se fosse destino-

  • Come reagisci alle critiche? Le critiche fanno male. Ogni volta che ne ricevo una, una parte di me cade in una sorta di depressione! Inizio a domandarmi se è davvero questa la mia strada, se è giusto continuare e così via. Ma allo stesso tempo sono proprio le critiche che mi aiutano a capire dove sbaglio e cosa posso migliorare. E nei momenti di sconforto mi ripeto che la lettura è soggettiva e che non a tutti possono piacere le mie storie, e questo mi aiuta a digerire la delusione.
  • Quali sono gli elementi per scrivere un buon libro? Non saprei dire quali sono in assoluto, ma per me sono: una storia non troppo scontata e con colpi di scena che possano lasciare il lettore di stucco; saperla scrivere nella maniera più corretta possibile, curando la punteggiatura e il linguaggio; ma soprattutto, riuscire a far vivere delle emozioni a chi la legge, magari le stesse che ho provato io mentre la scrivevo.
  • Parlaci dei tuoi progetti futuri Nei miei progetti futuri, c’è sicuramente quello di continuare a scrivere e di far vivere le miei emozioni attraverso le storie. E nel farlo, spero di andare avanti con la mia crescita e di migliorarmi sempre più.

Ho già qualche altra storia in cantiere, devo solo scegliere su quale focalizzarmi per prima!


 

Ora vi presento i suoi lavori

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Ricomincio da te:

Luce sta affrontando un periodo difficile della sua vita. E’ preda di attacchi di panico e non riesce ad allontanarsi da casa. La vita l’ha messa a dura prova da quando Andrea, suo migliore amico e anima gemella, l’ha lasciata. Non riesce a riprendersi, ma è proprio Andrea che in sogno le dà la forza di riprovarci, così comincia ad andare dal Dr. Menotti. Ripercorre la sua vita, le sue gioie e i suoi dolori e quando lo psicologo le dice di scrivere una lista dei desideri e di iscriversi al corso di chitarra, lei resta completamente perplessa. Ma non sa che la vita le riserva ancora delle sorprese, e che Diego, il maestro di chitarra, riuscirà a farle riavere il sorriso.

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E se fosse destino:

Greta fa la commessa nel negozio della sua migliore amica ed ha un’irrefrenabile passione per i dolci. Seria e responsabile, ha deciso di mettere da parte se stessa per occuparsi della sua famiglia.
Davide è una giovane promessa del calcio. Forte e determinato, sa che il pallone è il suo grande amore e che è ad un solo passo dal realizzare il sogno della sua vita.
Ma cosa succede quando il destino decide di farli scontrare?
Greta dovrà combattere prima di tutto contro se stessa per riuscire a lasciarsi andare tra le braccia del bel calciatore. E quando finalmente capiscono di non poter fare a meno l’uno dell’altra, la vita è pronta a metterli in difficoltà. Sogni e amore non sempre possono coesistere.
Riusciranno a superare gli ostacoli o saranno costretti a dirsi addio?
Perché quando è il destino a decidere per te, non ti lascia scelta. Devi assecondarlo.

Info Autrice

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Barbara Graneris

 

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